Chi ha parlato di noi

Di Carlo Zadra come enotecnico si scrive già nel 1960 quando, al primo incarico, vinifica in Trentino per primo al mondo una partita di uva “Lagrein” in rosso anziché in rosato ottenendo il Lagrein Dunkel in sostituzione del Lagrein Kretzer.

Nello stesso anno Carlo Zadra approda nella bergamasca dove ricostruisce, con la passione del tecnico rispettoso della terra, i vigneti obsoleti e contribuisce in prima persona alla nascita dei locali vini DOC.

Verso la fine degli anni ’70 tenta la strada delle bollicine e fa assaggiare in tre locali a Bergamo le sue prime prove  da uve della sua terra d’origine. Lo spumante non porta etichetta e Luigi Veronelli, che lo assaggia, scrive con entusiasmo di “Anonimo”. Dagli anni ’80 la bottiglia si presenta con il nome proprio dell’autore ad indicare la totale assunzione di responsabilità da parte del suo creatore.

Da allora molti hanno scritto di CARLOZADRA spumante classico: oltre a Luigi Veronelli, Davide Paolini, Roberto Vitali, Gianni e Paola Mura, Elio Ghisalberti, Francesco Arrigoni, Gianni Reduzzi, Corradino Bigi, Felice campanello, Paola GIus, Antonio Piccinardi, Barbara Bazi, Tommy Capellini, Valerio Numerico, Mauro Remondino, Andrea Beghi, Renato Possenti, Daniele Cernilli, Pino Corrias su quotidiani, riviste, rassegne e cataloghi.

Leggi l’articolo originale relativo a Zadra da “I vignaioli storici” di Luigi Veronelli qui.